Solo negli ultimi anni si è iniziato a rendersi conto, più in generale, di quanto possa essere pesante e stressante l'esposizione continua a ogni genere di inquinamento acustico.
Questo rumore che arriva dappertutto è ormai così normale e onnipresente che, nella vita di tutti i giorni, di solito non lo registriamo nemmeno più. Quando non c'è un confronto diretto, il cervello cerca attivamente di sfumarlo sullo sfondo. Quante volte, al cottage, si sente dire: «Che silenzio meraviglioso.»
In città, il rumore del traffico e quello dei lavori stradali fanno un po' parte del paesaggio. Al supermercato, la musica di sottofondo e il ronzio sorprendentemente rumoroso dei frigoriferi passano sotto la soglia della nostra attenzione senza che ce ne accorgiamo.
Il chiasso rimbombante degli open space e la radio in sottofondo... beh, a tutto ci si abitua... o forse no?
Nel mondo sono stati condotti moltissimi studi approfonditi e di lunga durata su come il rumore e il chiasso ambientale influiscano, in caso di esposizione prolungata, sul carico psicologico e fisico delle persone.
È curioso, quindi, che i titoli dei giornali scandalistici si riempiano continuamente dei modi più raccapriccianti di morire per malattie cardiovascolari, mentre di questo fattore di esposizione tanto quotidiano quanto grave, il rumore, fatta eccezione per le pubblicazioni scientifiche, sui media non si scriva praticamente mai.
Secondo studi dannatamente solidi, l'esposizione prolungata al rumore può essere un fattore di stress sia fisico sia psicologico. Può causare irrequietezza generale, ansia, difficoltà di concentrazione, problemi di sonno e una generale incazzatura.
E lo stress continuo fa aumentare il cortisolo nell'organismo, che a sua volta è direttamente collegato sia all'ipertensione sia all'obesità.
Nel rumore degli uffici, sono soprattutto il brusio continuo delle voci, le interruzioni e la sensazione di non avere il controllo ad aumentare lo stress percepito e lo sforzo necessario per concentrarsi. E negli open space e nelle scuole le difficoltà di concentrazione diventano ancora più evidenti.
In altre parole, il cervello umano è calibrato in modo tale che i rumori improvvisi, come la vibrazione del telefono e le parole delle persone con certe «parole chiave» (ha appena detto il mio nome?), salgano immediatamente in primo piano. E a quel punto il filo del pensiero si spezza con estrema facilità.
Non sembra proprio il massimo dell'efficienza o della tranquillità, vero?
E nella ricerca di settore si parte quasi sempre dai cosiddetti «individui normali». Ma se invece sei neurodivergente, e i rumori e gli stimoli sensoriali del mondo ti pesano il doppio, o anche molto di più!?!
Quindi, cosa si può fare?
Che cosa consiglierebbe, allora, chi progetta cuffie noise cancelling per contrastare l'inquinamento acustico?
Per prima cosa, ficcherei bene in testa al responsabile della vostra azienda o della vostra scuola che, se proprio bisogna punire i sottoposti con gli open space, si potrebbe almeno avere abbastanza rispetto per le persone, o anche solo per l'efficienza, da coinvolgere un progettista acustico già in fase di progettazione e poi seguire il suo piano.
Garantisco che la produttività e il benessere sul lavoro migliorerebbero di brutto, mentre le assenze per malattia diminuirebbero parecchio.
E per tutto il resto posso tranquillamente consigliarvi delle buone cuffie noise cancelling.
Noi di Valco, oltre a puntare su una qualità del suono eccellente, quasi da studio, e su un comfort notevole, abbiamo investito moltissimo nella gestione naturale del rumore. L'ANC realizzato con più microfoni attenua il rumore dell'ambiente esattamente quanto basta.
Non cerchiamo di creare le cosiddette «capsule a zero stimoli» che bloccano ogni suono esterno. Attenuiamo il rumore quanto basta perché non sovraccarichi il cervello, così puoi goderti appieno la musica e le sue sfumature anche in un ambiente rumoroso, senza dover alzare il volume fino a un livello che mette a rischio l'udito.
Però, se qualcuno vuole attirare la tua attenzione, che sia Reiska della contabilità o un camion, ci riesce comunque.
E sapete una cosa? Molte persone usano le nostre cuffie senza nemmeno ascoltare musica.
Come ha scritto molto bene un cliente nel suo feedback:
«Abbassano semplicemente un po' il volume del mondo.»

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Conviene riparare le cuffie o comprarne di nuove?